Powahome: ecco la smarthome senza fili made in Italy

 

Quali altri obiettivi avete per il futuro?
«Controllando gli interruttori presenti in casa, potenzialmente, possiamo aspirare a fare qualsiasi tipo di operazione, arrivando a controllare tutti gli elettrodomestici presenti in un’abitazione, ma al momento siamo ancora in crescita e abbiamo molto da lavorare».

 

Quanti siete oggi?
«Oggi siamo nove persone, con due co-founder, ovvero io e mio fratello Michele, e sette professionisti di vari ambiti che ci supportano nello sviluppo del nostro modello di business».

 

Powahome è un marchio certificato Ce

Com’è stato per voi il 2017?
«Diciamo che abbiamo lavorato moltissimo e abbiamo ottenuto anche grandi soddisfazioni. Sono stati mesi estremamente complessi che ci hanno visto passare dalla fase di beta testing alla vendita b2b fino ad approcciare anche alla grande distribuzione. Ovviamente abbiamo ancora molto da fare ma grazie agli investimenti che ci hanno sostenuto fino ad ora siamo riusciti a creare un impianto solido che ci fa ben sperare per il futuro».

 

Cosa vi aspettate nel 2018?
«Sicuramente il modello di business a cui vorremmo arrivare nei prossimi mesi è quello della Smarhome as a service, ovvero un servizio su abbonamento al pari di Netflix o simili che permetta agli utenti di usufruire dei nostri prodotti a un fee ridotto e con ampi margini di risparmio. In questo modo potremo essere più dinamici e agili come in fondo richiede il mercato oggi».

 

Anche a livello internazionale?
«Certo, come dicevo prima grazie alla certificazione che abbiamo, il nostro obiettivo principalmente è anche quello di espanderci in tutta Europa, senza precludere ovviamente anche altri mercati come il medioriente o l’America latina per esempio».

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