Programmatrici donne, poche (ma brave): tutta colpa dei pregiudizi

Milano Bicocca, dipartimento di informatica: 92 ragazze, 1.175 ragazzi iscritti alla laurea triennale, anno accademico 2016-1017. E ancora: 28 femmine contro 207 maschi alle magistrale. In percentuale? 7,26 e 11,91 donne. Poche, dunque, malgrado i tempi stiano cambiando: «Il nostro corso di laurea triennale in informatica – spiega a BiMag Claudio Ferretti, coordinatore – ha visto negli ultimi anni il 9-10% di immatricolate donne: sono cifre in leggera crescita anche grazie alla promozione di alcune attività mirate da parte del nostro ateneo».

 

INFORMATICA, MESTIERE SOFISTICO E CREATIVO

Claudio Ferretti, coordinatore della laurea in informatica a Milano Bicocca

Claudio Ferretti, coordinatore laurea informatica a Milano Bicocca

I banchi di università, dunque, sembrano suggerire come il mestiere dell’informatico «sia immaginato da molti giovanissimi – prosegue Ferretti – come molto tecnico, quasi grezzo: tutto questo impatta sulle preferenze delle giovani».

Da qui iniziative come Nerd? (Non è roba per donne?) fatte in collaborazione con Ibm e «finalizzate a presentare alle studentesse delle scuole superiori la gamma di compiti sofisticati e creativi svolti dagli informatici professionisti».

 

NEXTRE ASSUME PROGRAMMATRICI

Mirko Cuneo, CEO di Nextre Engineering

Mirko Cuneo, CEO di Nextre Engineering

A pochi chilometri dalla Bicocca c’è Nextre Engineering, azienda informatica nata nel 2005 a Milano che oggi impegna 50 risorse, di cui 10 donne.

«Continuiamo ad assumere programmatori donne – sottolinea Mirko Cuneo, amministratore delegato, classe 1979  –. La ragione è presto detta: la loro precisione è una garanzia di qualità dei nostri prodotti».

 

ESPERIMENTO USA: UOMINI BATTUTI DA DONNE

Sviluppatori al lavoro a Nextre Engineering

Sviluppatori al lavoro a Nextre Engineering

Laurea in scienze della comunicazione, il manager mostra i risultati di una ricerca condotta nel 2015 alla California Polytechnic State University e alla North Carolina State University: un gruppo di studenti di scienze informatiche ha analizzato il ruolo dei pregiudizi di genere nelle comunità di sviluppo software e, in particolare, sull’archivio di codice Github.

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