In Europa il lusso parla italiano e via Montenapoleone supera gli Champs Èlysées

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Natale, panettone, albero, luci e regali. Il periodo più atteso dell’anno da grandi e piccini, ha avuto il suo culmine tra domenica e lunedì scorso e ora si guarda all’anno che sta per arrivare, facendosi anche qualche conto in tesca. Digerite le spese natalizie e tutti i rapporti sul mondo dei consumatori, per una volta vogliamo dare uno sguardo alle vie commerciali più famose del mondo dal punto di vista di chi le abita e non dalla prospettiva di chi le frequenta per fare shopping.

 

LE STRADE DEL LUSSO
 Via-Montenapoleone

Via Monte Napoleone e la quarta via del lusso globale

Cushman & Wakefield, azienda leader a livello globale nei servizi immobiliari, ha pubblicato infatti, il suo annuale report Main Streets Across The World che, giunto alla sua 29° edizione, prende in esame 451 tra le principali vie commerciali di tutto il mondo e, utilizzando i dati a sua disposizione, classifica le più costose ubicate in 68 paesi, sulla base dei canoni di locazione per spazi di primo livello, cosìddetto “prime”.

 

LA BREXIT NON FERMA NEW BOND STREET

Una fotografia del lusso, insomma, che però offre interessanti spaccati sull’economia mondiale che aiutano a comprendere meglio come il mercato del retail si stia risvegliando, tornando a quel dinamismo ante-crisi che lascia ben sperare. All’interno della classifica, si può notare come Upper 5th Avenue si confermi la via commerciale più costosa al mondo, con canoni medi di 28.262 €/mq/anno, mentre Causeway Bay a Hong Kong conserva il secondo posto nonostante un calo del 4,7% dei canoni medi a 25.673 €/mq/anno, sottolineando in questo modo come America e Cina, rimangano attualmente i veri motori della ripresa economica globale. Al terzo posto, poi, troviamo New Bond Street a Londra che balza sul podio nel 2017, grazie a un incremento di oltre un terzo (in valuta locale) dei canoni di locazione rispetto allo scorso anno, toccando quota 16.200 €/mq/anno. L’incremento rispetto ad altre destinazioni mondiali testimonia la solidità dell’offerta nel settore “premium retail” della capitale inglese e la forte domanda di spazi “prime” nella West End. Una situazione che a inizio anno, di certo non ci si aspettava a causa delle inflessioni del mercato britannico, dovute per lo più alla Brexit, ma che dopo mesi di fatiche oggi iniziano a raccogliere i frutti di un duro lavoro di riposizionamento. «Nonostante le molte notizie negative, il mercato retail globale si conferma più dinamico e vivace che mai in risposta ai cambiamenti tecnologici e demografici in atto in tutto il mondo – ha dichiarato l’autore del report, Darren Yates, Head of EMEA Retail Research di Cushman & Wakefield – i retailer più innovativi combinano le piattaforme online con lo spazio fisico del negozio, per offrire al cliente un’esperienza multicanale a tutto tondo, ma profilo e ubicazione dello spazio fisico giocano un ruolo fondamentale nella premium retail experience».

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