La rivoluzione 4.0 aiuta la medicina: con i robot gli ospedali fanno squadra

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La rivoluzione 4.o comincia a farsi strada, e non solo in azienda. L’introduzione di robot in ambito sanitario, ad esempio, può contribuire a trasformare radicalmente la diagnostica, come sta accadendo per gli ospedali di Legnano, Abbiategrasso, Magenta e Cuggiono, che, grazie alla tecnologia Intouch recentemente introdotta possono dialogare in rete, mettendo in comune competenze ed eccellenze.

Il primo esperimento dei telemedicina con la tecnologia Intouch è legato alla diagnosi dell’ictus. Grazie ai robot Intouch presenti nel pronto soccorso dei diversi ospedali e collegati con il reparto di Neurologia di Legnano, i tempi per la diagnosi e la cura dell’ictus si riducono drasticamente, cosa fondamentale per chi è colpito da questa malattia.
Come cambia, quindi, l’ambito sanitario con la rivoluzione digitale? Che effetti avrà la telemedicina su medici e pazienti? BiMag lo ha chiesto alla  dottoressa Patrizia Perrone, responsabile del reparto di neurologia di Legnano.

 

Patrizia Perrone, la rivoluzione digitale è davvero entrata anche negli ospedali ?

Partizia Perrone, direttore Direttore Dipartimento di Neuroscienze - UO Neurologia

Patrizia Perrone 

«Sì, possiamo augurarcelo. L’applicazione della telemedicina è entrata nell’immaginario del neurologo da qualche anno, per la necessità di offrire ai pazienti con patologie acute la terapia necessaria in tempi adeguati. Da tempo è stata introdotta una terapia molto efficace ma “tempo dipendente” per l’ictus cerebrale. Il neurologo ha a disposizione fino a un limite di 4 ore e mezza per sottoporre i pazienti a tale terapia e la robotica offre tale possibilità a tutti coloro, che, affetti da patologia vascolare cerebrale acuta, si presentano in un Pronto Soccorso attrezzato con questa apparecchiatura».

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