Saper lavorare significa saper gestire l’imprevisto. La lezione di Sabre

L’azienda che guarda avanti? Quella che anticipa il cambiamento e assume dipendenti e manager capaci di «convivere con l’incertezza». Incertezza intesa come continuo cambiamento volto al miglioramento. Lo spiega a BiMag Francesca Anoja, responsabile delle risorse umane di Sabre in Europa, Medio Oriente e Africa. 

 

Francesca Anoja, qual è il candidato ideale di Sabre?

Francesca Anoja (terza da destra), responsabile HR di Sabre EMEA

Francesca Anoja (terza da sinistra), responsabile HR di Sabre EMEA

«Non abbiamo dubbi su quale sia il candidato ideale di Sabre, innanzitutto abbiamo una cultura e dei valori aziendali così identificativi, da diventare un primo filtro molto efficace. Abbiamo intervistato 40 dei nostri executive in tutto il mondo, chiedendo loro quali fossero le caratteristiche più importanti che i nostri dipendenti dovessero avere per supportare la strategia aziendale e contemporaneamente poter garantire a il proprio sviluppo e la propria crescita professionale. In Sabre strategia e risultati aziendali si coniugano necessariamente con la crescita e lo sviluppo dei singoli e dei team». 

 

Cosa è scaturito dalle interviste effettuate?

Pensare in grande: questa la filosofia dei dipendenti di Sabre

Pensare in grande: questa la filosofia dei dipendenti di Sabre

«Ne è scaturito il profilo tipico del candidato ideale con le seguenti otto attitudini comportamentali: 1) fanatismo per i cliente (tutto inizia e tutto termina con il cliente); 2) passione per il risultato, adesso (la passione per l’azione, per risolvere e trovare soluzioni, l’azione volta alla crescita, non solo a risultati a breve); 3) mentalità “Sabre First” (lavoriamo per un’unica azienda, per un’unico risultato, il mercato azionario premia Sabre, non per le singole unità); 4) non essere mai soddisfatti (la capacità di mettere in discussione lo status quo, innovare velocemente, dare suggerimenti, direi quasi pungolare di continuo); 5) pensare in grande (ciascuno influenza i risultati economici dell’azienda, ciascuno è responsabile non di mera esecuzione, bensì di scelte strategiche che consentano all’azienda di crescere, migliorare i margini, rimanere profittevoli ed espandersi); 6) costruttori di talento (la capacità di scoprire e nutrire il talento, di far crescere le persone, di pensare al quale possa essere il loro prossimo lavoro); 7) connettere i puntini e ispirare (capacità di comprendere la strategia aziendale, evidenziando come ciascuno contribuisca al risultato generale); 8) vincere attraverso gli altri (non vi è successo se non tramite gli altri, se non attivando tutte le risorse interne possibili, se non unendo e condividendo)».  

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