Sharewood, la startup italiana che cambia il volto dello sport da tour operator

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I ragazzi di Sharewood li avevamo lasciati un anno fa, mentre cercavano di costruire la loro community di appassionati sportivi no limits pronti a noleggiare la propria attrezzatura in pieno stile sharing economy, passando dal surf al trekking e dallo sci al ciclismo. Giovani con un sogno nel cassetto che cercavano di farsi largo tra le fila di un settore come quello del travel che al momento sta vivendo una situazione di sovraffollamento tale da rischiare di non concedere molto spazio a nuove idee.

 

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Piercarlo Mansueto, ceo di Sharewood

Loro, però, ci hanno creduto fino in fondo e dopo 12 mesi li ritroviamo più forti di prima, con due importanti riconoscimenti nazionali e internazionali in tasca, un valore d’investimento stimato in milioni di euro e un modello di business più maturo e consapevole, che li ha portati dall’essere una startup al costituirsi come un vero e proprio tour operator. Così abbiamo voluto incontrarli di nuovo e con il loro ceo, Piercarlo Mansueto, abbiamo cercato di capire meglio le loro scelte e i prossimi passi, ripercorrendo anche un cammino pieno di successi e soddisfazioni che oggi li rende una delle realtà più interessanti del nuovo panorama imprenditoriale italiano.

 

Mansueto, come sono stati questi ultimi 12 mesi?
«Intensi, faticosi e bellissimi. Abbiamo lavorato moltissimo e alla fine siamo riusciti anche a ottenere premi e riconoscimenti. La nostra community si è allargata a dismisura e abbiamo creato un sacco di nuovi progetti, alcuni dei quali ci hanno anche completamente travolto senza preavviso».

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