Sharewood, la startup italiana che cambia il volto dello sport da tour operator

 

In che senso?
«Per esempio, da gennaio di quest’anno, sono iniziate ad arrivare molte richieste da aziende e agenzie del welfare per attivare dei veri e propri programmi di benessere aziendale, che permettano di offrire benefit ai dipendenti attraverso i nostri canali di noleggio per attrazzature sportive».

 

Come funzionano questi progetti?
«Sostanzialmente, mentre le imprese una volta offrivano ai propri dipendenti dei vantaggi che erano esclusivamente fisici e monetari, come i buoni pasto, l’auto, l’assicurazione e così via, oggi questo concetto sta iniziando a cambiare e così dal materialismo, si è passati a una filosofia più costruttiva nei confronti di una soddisfazione del lavoratore che non passa solo da qualcosa di tangibile, ma anche da un benessere fisico e mentale come quello che può dare l’attività sportiva».

 

Quindi?
«Abbiamo molti manager che grazie al passa parola e all’espansione del nostro bacino d’utenza ci stanno contattando per chiedere di creare eventi e attività di team building che aiutino questo aspetto di esigenza personale dei propri professionisti e noi siamo ben contenti di farlo».

 

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Sharewood vuole permettere alle persone di fare sport ovunque

Per questo avete deciso di diventare un tour operator?
«Anche per questo, ma non solo. Ovviamente la possibilità di offrire a gruppi di persone anche più numerose l’opportunità di fare vacanze, giornate, esperienze in ambito sportivo attraverso il nostro portale è stato un nostro obiettivo fin dall’inizio, ma abbiamo iniziato a pensarci soprattutto grazie al confronto con i nostri partner selezionati in giro per il mondo. Tutto è partito con una surf house portoghese che ci ha dimostrato come potesse creare una vera e propria esperienza di surf camp per i nostri utenti, con un vantaggio reale sia per noi, che in questo modo rispondevamo a un’esigenza crescente, sia per loro, che così espandevano il proprio business, sia per i membri della nostra community, che grazie a questi progetti avrebbero potuto realizzavano un sogno in totale libertà e semplicità».

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