Sharewood, la startup italiana che cambia il volto dello sport da tour operator

 

Per esempio?
«Ne abbiamo davvero tantissime, ma se dovessi pensarne una, quella che mi viene in mente ora è la richiesta di un nostro partner in Uganda che, prima organizzava solo escursioni a piedi e che, confrontandosi con noi, ha pensato di organizzare anche piccoli tour guidati in barca sul fiume per poter ammirare i gorilla in piena foresta. Un’avventura incredibile».

 

L’avete provata anche voi?
«Noi cerchiamo di proviamo sempre prima le esperienze che proponiamo ai nostri utenti. In primis perché ne dobbiamo verificare la qualità, le caratteristiche e l’affidabilità e in secondo luogo perché ci divertiamo anche noi nel farlo».

 

Quindi fare business ha anche un lato divertente?
«Certo. Il nostro primo obiettivo è essere contenti e soddisfatti di ciò che facciamo, altrimenti, non ci sarebbe senso nel farlo. Lavoriamo 24 ore su 24 non stop. Niente weekend o festività da più di un anno ormai e tutto per riuscire a realizzare il nostro sogno e questo è ciò che vogliamo fare. Il successo che deriva dal nostro lavoro non è solo fine a se stesso, ma vuole davvero migliorare la vita delle persone, consentendogli di essere più allegre e serene».

 

I risultati vi danno ragione.
«Per ora si. Abbiamo ricevuto tanti riconoscimenti importanti e siamo davvero felici per questo. Tra gli altri forse quelli che più ci hanno resi orgogliosi sono stati il People’s choice award vinto al Phocuswright di Amsterdam, davanti a dei veri e propri guru del travel, e lo Startupitalia open summit dello scorso dicembre. Due riconoscimenti ovviamente diversi, ma fondamentali, che ci hanno fatto capire ancora di più, se possibile, il valore di quello che stiamo facendo, dandoci fiducia per il futuro».

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