Sharewood, la startup italiana che cambia il volto dello sport da tour operator

 

sharewood

Sharewood è diventato anche un tour operator

Cosa vi aspetta ora?
«I prossimi mesi saranno dedicati tutti all’espansione del nostro business. Vogliamo aumentare la nostra offerta, sviluppare e strutturare la nostra community, rendere migliore la user experience sia online, sia offline ed entrare attivamente in nuovi mercati. Come sempre lo scopo è quello di creare il più grande network sportivo del mondo, ma c’è ancora da lavorare per questo e vogliamo farlo con calma, facendo le scelte giuste e dando il meglio».

 

Dopo un anno di successi, cosa consigliereste a uno startupper come voi che voglia realizzare i suoi sogni?
«Studiare: quando si crea una startup bisogna prima capire a cosa si vuole rispondere. Tutto parte sempre da un’esigenza da soddisfare. Questa risposta però deve a sua volta avere determinati requisiti di sostenibilità, scalabilità e prospettiva. Non tutte le idee possono diventare un’impresa e non tutte le imprese sono startup. Una volta capito questo, analizzato il mercato con i suoi pro e i suoi contro e trovato il giusto modello di business, inizia quindi la seconda fase. Bisogna infatti cominciare il processo delle verifiche, dei controlli e dei test per trovare la soluzione migliore per il proprio prodotto. Una volta fatto questo si deve pensare in grande, senza abbattersi per gli errori, perché quelli fanno parte del gioco, ma avendo sempre davanti l’obiettivo e puntando dritto verso il raggiungimento di uno scopo più grande. Il nostro è quello di consentire a tutti di fare sport e vivere esperienze incredibili, ma ogni startupper ha il suo, basta saperlo riconoscere».

@IlSupremoDj

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