Socojars, ecco la prima pmi industriale in crowdfunding che rivoluzionerà il settore alimentare con la plastica

 

Quindi cosa è successo?
«Da qui è nata la mia ricerca e la risposta è stata che il PET ai tempi non aveva una sufficiente barriera all’ossigeno per garantire un ciclo di vita abbastanza lungo ai prodotti a scaffale, che solitamente è calcolata in almeno 12 mesi, e inoltre non aveva la resistenza necessaria per il riempimento a caldo, un’azione necessaria per sanificare il contenitore. Così ho impiegato tre anni di studio e sviluppo del materiale e nel 2010 ho creato Socojars, un materiale in PET modificato a livello molecolare realizzato da macchine e stampi modificati ad hoc».

 

Praticamente ha dovuto diventare uno scienziato quindi?
«No, o meglio, diciamo che preferisco definirmi come curioso. Io sono laureato in economia e commercio, ma mi piace fare domande e soprattutto trovare risposte. Questo PET sono riuscito a crearlo chiedendo informazioni a tutti, leggendo molte ricerche e sperimentando. Detto questo ovviamente poi ho dovuto anche convincere il mercato dell’alimentare che è un settore estremamente chiuso e forse anche un po’ diffidente, in quanto ovviamente se si sbaglia si rischia di danneggiare la salute delle persone».

 

Come ha fatto?
«Abbiamo iniziato nel 2011 a produrre i primi prototipi con una macchina appositamente ideata per il nostro materiale e piano, piano siamo cresciuti, fino a quando nel 2016 siamo stati notati da alcuni grandi marchi leader nel mercato alimentare come Kraft-Mondelez, Casalasco-De Rica e Lazzaris. Da quel momento è cambiato tutto e così abbiamo deciso di dare vita a una vera e propria società, la SocoPET».

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