Competenze comportamentali: così sartoria Canali veste il mondo

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Le chiamano competenze comportamentali. Sono quelle qualità necessarie per districarsi nel mercato globale. Lo sanno bene a Canali, l’azienda di Sovico in Lombardia fondata nel 1934 e dedicata alla sartorialità maschile. Oggi impiega 1.800 persone tra Europa, Stati Uniti, Hong Kong e Cina. BiMag ha chiesto a Matteo Bondavalli, group hr & organization director, di spiegare come sia possibile coordinare una forza così ampia, sparsa in ogni angolo del globo.

 

Matteo Bondavalli, Italia, Europa, Russia, Usa, Canada, Medio Oriente, Cina, India e Oceania: cos’ha permesso a Canali di espandersi nel mondo?

Matteo Bondavalli, group hr di Canali

Matteo Bondavalli, responsabile hr di Canali

«Sono molti i fattori, anche legati alle caratteristiche degli esponenti della famiglia Canali che si sono resi protagonisti dello sviluppo dell’azienda negli anni. Un fattore molto importante è sicuramente stato il saper trasmettere la fiducia nella qualità e il valore intrinseco del prodotto Canali ai diversi mercati. Con riferimento alle risorse umane da inserire in azienda, cerchiamo sempre di scegliere quelle che riteniamo siano in grado di trasferire al mercato la complessità, la passione e il “calore” che si celano dentro ogni singolo capo Canali. Naturalmente, si cerca e si riconosce la competenza tecnica richiesta per i singoli ruoli, ma riserviamo molta attenzione alle competenze comportamentali, che assumono un valore sempre più irrinunciabile, non solo in posizioni a elevato grado di responsabilità. Le competenze comportamentali sono, infatti, quelle che consentono di affrontare le complessità di un mercato che cambia con velocità sempre maggiore. Esistono programmi formativi sistematici, orientati all’acquisizione o miglioramento di competenze, sia tecniche che comportamentali.

 

Com’è possibile unire, coordinare e motivare un team così numeroso come quello di Canali?

«È un tema complesso, all’interno del quale un fattore rilevante è il senso di appartenenza, che va alimentato e coltivato con una serie di piccole attenzioni (più che con grandi proclami) e con l’aiuto di manager sempre più consapevoli e orientati al risultato, al cliente e ai collaboratori».

 

Com’è cambiata, dal 1934 a oggi, la forza lavoro di Canali?

Dal 1934 Canali veste il mondo maschile

Dal 1934 Canali veste il mondo maschile

«La forte tradizione dell’azienda è un patrimonio da tutelare e le risorse necessarie a Canali sono quelle che, comprendendone il valore, portino competenza moderna, passione e rispetto. La forza lavoro ha assunto negli anni una composizione più eterogenea, la produzione si è evoluta e così la struttura gestionale dell’azienda, che si è sviluppata anche in termini di numero di risorse, consentendo di acquisire e coltivare una serie di competenze via via più evolute. Tutto quanto guardi verso il futuro non può e non deve, comunque, prescindere dal valore intrinseco della tradizione, che viene preservato anche tramite la difficile scelta di mantenere l’intera filiera produttiva in Italia».

 

Cosa ha spinto il vostro marchio ad adottare le soluzioni di Cornerstone OnDemand per la gestione dei vostri dipendenti?

Per gestire 1800 dipendenti Canali si avvale di Cornerstone OnDemand

Per gestire 1800 dipendenti Canali si avvale di Cornerstone OnDemand

«Avevamo l’obiettivo di razionalizzare la gestione dei dati sui nostri dipendenti e i principali processi della gestione delle risorse umane. In Cornerstone OnDemand abbiamo trovato un approccio orientato al servizio di natura HR e uno strumento che può facilitare l’utilizzo e l’evoluzione dei processi».

@filippo_poletti

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