Piccole scelte, abitudini ed emozioni: così si attua una strategy aziendale

La parola strategia viene pronunciata nelle stanze dei bottoni di ogni azienda. In realtà spesso il suo significato non è chiaro ai Ceo e ancor meno alle persone che dovrebbero poi lavorare per essa. È un pensiero sul lungo periodo che richiede impegno da parte di tutti, in particolare di chi comanda. E non basta averla, una strategia. Bisogna sapere come metterla in atto. Si chiama strategy execution. E questo molti chief executive officer lo sanno bene.

Erano una quarantina al Westin Palace di Milano per ascoltare i consigli del guru Jeroen De Flander, keynote speaker, professore della London Business School e autore di best seller sul tema.

 

 

STRATEGY EXECUTION, OCCHIO AGLI OSTACOLI
Jeroen De Flander, professore belga autore di best seller sulla strategy execution

Jeroen De Flander, professore belga autore di best seller sulla strategy execution

«La strategia è una scelta – ha raccontato De Flander davanti a una platea di businessmen all’evento organizzato da Business International -. Come sappiamo se ne abbiamo una giusta? Bisogna intanto restringere il campo: pensate alle 5 cose che non vorrete sicuramente fare nel prossimo anno, e poi pensate a dove volete arrivare, datevi degli obiettivi».

Lì resta da capire come andare da A a B. Anche se si ha un’autostrada, ci saranno degli ostacoli. Bisogna saperli riconoscere. E ci vorranno anni per raggiungere la destinazione.

 

DISTINGUERE MISSION E VISION

Due trucchi da attuare sin da domani. De Flander suggerisce di dimenticarsi del mission statement. «Se siete un runner, la mission è correre. Ma la vision è sapere quante sono le medaglie che si vogliono vincere nei prossimi 5 anni. La domanda che vi dovete porre è: qual è il traguardo che si vuole raggiungere?». Sono spesso grossi obiettivi. E quindi difficili – e lunghi – da raggiungere.

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