Con Wordlift il mondo dell’intelligenza artificiale parla italiano

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Intelligenza artificiale e semantica delle parole. Il tema più importante del 2018 pare essere: come trovare il modo di dialogare in maniera continuativa ed efficace con le macchine? Una domanda a cui stanno cercando di rispondere alcune delle più grandi aziende tecnologiche del mondo, mettendo al lavoro centinaia di migliaia di tecnici informatici, matematici, ingegneri di big data e chi più ne ha più ne metta. Sul tema stanno lavorando in così tante realtà che ormai la competizione è più che satura, ma nonostante questo non si è ancora arrivati a una soluzione concreta e scalabile. In questo scenario da 2001 odissea nello spazio, però, a sorpresa scopriamo anche un po’ d’Italia grazie a WordLift. La startup nata nel 2012 in forma potenziale nelle sale del Cnr e costituitasi poi, ufficialmente, nel 2017 che a un anno dal suo lancio ha già raggiunto una notevole visibilità internazionale.

 

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Andrea Volpini, Ceo e co-founder di Wordlift

Un successo derivante dal fatto che la giovane realtà romane non ha deciso di buttarsi subito sul mercato, proponendo estemporanee soluzioni destinate a perdere trazione, ma è partita invece con calma e da lontano, studiando e molto anche. Unire semantica e marketing digitale dei contenuti per creare un nuovo dialogo costruttivo con l’intelligenza artificiale, infatti, è stato un percorso lungo e complesso, ma ricco di grandi soddisfazioni, che abbiamo voluto approfondire insieme ad Andrea Volpini, Ceo e co-founder di Wordlift, che ci ha spiegato come, analizzando in profondità le parole, si possa trovare l’anello di congiunzione tra il linguaggio naturale dell’uomo e quello della macchina, anche senza avere bisogno di Neo, il mitico protagonista di Matrix.

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