Usa zero burocrazia (rispetto Italia)? Un mito. Lo dice Mr Calzedonia

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Italiani burocrati. Americani con zero (o poca) burocrazia? Frottole. Parola di Mr Calzedonia, ovvero Sandro Veronesi, fondatore del gruppo Calzedonia, che oggi conta quattro mila punti vendita in oltre 40 Paesi e un fatturato consolidato, per la prima volta, di oltre due miliardi di euro nel 2015.

 

USA ZERO BUROCRAZIA? SOLO UN MITO

In un’intervista al Corriere della Sera, il patron dell’intimo Made in Italy spiega le differenze burocratiche tra il mercato italiano e quello a stelle e strisce. «Oggi per noi aprire in Italia è ordinaria amministrazione ma quando siamo partiti non era semplice. Comunque non è vero che in Italia sia difficile e all’estero no. Ci sono burocrazie da imparare anche là. Il mito degli Usa senza burocrazia è, appunto, un mito».

 

DIECI NUOVI NEGOZI CALZEDONIA IN USA

Usa zero burocrazia (rispetto Italia)? Un mito. Lo dice Mr Calzedonia

Usa zero burocrazia (rispetto Italia)? Un mito. Lo dice Mr Calzedonia

E per il 2017, infatti, la spinta del gruppo vira verso nuove aperture all’estero. «In Usa– racconta l’imprenditore al quotidiano di via Solferino – eravamo a un solo negozio: ne apriremo dieci, quest’anno. In Cina siamo presenti a Hong Kong, dieci negozi, e ne apriremo due a Shangai nei prossimi giorni. Il primo negozio Usa l’abbiamo aperto in New Jersey, un’oretta di macchina da Manhattan: quest’anno faremo le aperture nella zona di New York con un punto vendita sulla Quinta Strada».

 

MR CALZEDONIA, NON SOLO CALZE. ANCHE VINO

Usa zero burocrazia (rispetto Italia)? Un mito. Lo dice Mr Calzedonia

Mr Calzedonia, non solo intimo ma anche vino

Mr Calzedonia non è solo calze e intimo: Sandro Veronesi è anche il padre di un concept di enoteche ristoranti a marchio Signorvino. Proprio riguardo alle potenzialità estere per il settore wine & food Veronesi spiega che «le potenzialità sono enormi. Ovunque nel mondo le catene di ristoranti sono ispirate all’Italia. Il problema è che non sono fatte da italiani ma da americani, tedeschi e giapponesi. Noi abbiamo tanta cultura del prodotto e poca cultura organizzativa. Siamo bravi ma molto individualisti: facciamo fatica a fare grandi aziende che se la giochino sul panorama mondiale».

@82valentinas

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